Qui troverete tutta la libreria dei miei articoli di carattere tecnico. Buona lettura

Colpi in salita o discesa
25/02/2019



Quando si gioca sui campi di montagna ci troviamo spesso a dover tirare in posizioni anomale, è necessario quindi adattare la nostra posizione al fine di evitare spiacevoli inconvenienti. Prima di arrivare agli adattamenti, chiariamo che per colpi in salita o in discesa intendiamo dei colpi nei quali il terreno è inclinato rispettivamente verso destra o verso sinistra. Partiamo col dire che in entrambi i casi esiste un concreto pericolo di sbilanciarsi a sinistra o destra, sarà quindi opportuno posizionarsi al meglio e non pensare di eseguire uno swing come da manuale. Opteremo per uno swing limitato che ci permetta di mantenere il controllo e ci eviti di cadere. Cominciamo dal colpo in salita che è il più semplice da eseguire. La posizione di base è molto simile all’address standard, con l’unica accortezza di posizionare il peso leggermente più sul piede sinistro, cercando a questo punto di eseguire un swing limitato, evitando di completarlo completamente sul finish. Possiamo scegliere un bastone in più visto che perderemo distanza imprimendo meno forza alla palla. Se cercassimo di eseguire uno swing completo rischieremmo sicuramente di cadere all’indietro, magari colpendo la palla in testa. Cercate quindi di stare il più fermi possibile durante il colpo e di non perdere il peso che avete a sinistra. Passiamo ora al colpo con la palla in discesa che è sicuramente più delicato del precedente. La prima cosa da fare è cercare di ricreare la pendenza del terreno con le linee del corpo. Cercheremo quindi di posizionare le nostre spalle parallele alla pendenza, il che ci porterà obbligatoriamente a spostare il peso a sinistra o a verso valle. E’ fondamentale mantenere questa relazione con il terreno durante tutto lo swing, al fine di evitare di colpire prima della palla o di colpirla in testa. Il medesimo errore si ottiene se ci accorgiamo di spostare il peso verso destra durante il colpo. Anche in questo caso è molto meglio limitare lo swing al fine di evitare spostamenti deleteri, cercando di eseguire il movimento più possibile con il corpo che si muove verso il bersaglio. Nei casi più estremi di pendenza che troviamo ad esempio giocando in montagna, è quasi meglio cercare di finire lo swing facendo un passo verso il bersaglio piuttosto che sbilanciarsi verso destra. Ricapitolando, peso a sinistra anche durante l’azione del corpo con finale quasi a cadere verso valle in casi molto ripidi. Nel caso vogliate delle delucidazioni riguardo a questo articolo, potete usare l’area commenti e fare la vostra richiesta.

Quando fare un approccio alto
18/02/2019



Giocando in campo spesso e volentieri ci troviamo in situazioni nelle quali dobbiamo decidere che tipo di approccio ci serve. Potremmo trovarci dietro un bunker, un albero o cespuglio o in una depressione. Oggi vedremo quando è consigliabile eseguire un approccio alto. Partiamo dal presupposto che fare questo tipo di colpo è più difficile di altri approcci e che non è sempre la scelta migliore. Dovremmo cercare, nella maggior parte dei casi, di fare un colpo a correre che è più semplice e limita gli errori nell’esecuzione e di conseguenza migliora lo score. Molti giocatori amano fare questo colpo ma non si rendono conto che giocando la palla bassa sarebbero più precisi e concreti. Come succede ad esempio nel gioco delle bocce, quando vogliamo andare vicini al boccino, giochiamo una boccia a correre e non alta. Stesso discorso vale quando abbiamo un bunker davanti, sarebbe più facile superarlo se tiriamo un palla tesa. Perchè fare una parabola alta se l’ostacolo è in basso? Ora che abbiamo chiarito l’approccio mentale nella scelta del tipo di colpo passiamo alle situazioni nelle quali è necessario, e sottolineamo necessario, giocare una palla alta per riuscire ad avvicinarsi il più possibile alla buca. Sono solamente due le occasioni per scegliere questo tipo di colpo. La prima è quando ci troviamo dietro un albero, cespuglio, ostruzione e altro impedimento che ci interessa sorvolare. La seconda occasione invece è quando abbiamo bisogno che la palla si fermi subito, in quanto c’è poco spazio per bloccarla. Quando ad esempio la bandiera è all’inizio del green, intendendo una distanza di 3-4 metri dal bordo, oppure si trova subito oltre un bunker. Oltre questa distanza è opportuno giocare a correre, non avrebbe senso giocare alto. Per eseguire questi colpi avremo bisogno di un sand con molto loft, almeno da 56 gradi e oltre, fino a 60 gradi. In mancanza di questi bastoni siamo costretti ad aprire la faccia dello stesso per aumentare i gradi. L’unica accortezza da tenere è che quando apriamo la faccia dobbiamo assicurarci di avere un buon lie, quindi una palla posizionata bene sul prato. Prestiamo attenzione a non utilizzare questo metodo se siamo su un terreno duro con poca erba, rischiamo di fare dei Top Shot in quanto il bastone potrebbe rimbalzare a terra. Non rischiamo colpi difficili solo perchè ci piace vedere la palla alta, giochiamo a correre il più possibile.

Tieni la testa ferma...
11/02/2019



“Tieni la testa ferma!”, questa è la frase che sentiamo pronunciare dalla maggior parte dei delittanti che si rivolgono ad un loro compagno di gioco quando sbagliano un colpo. Oggi cerchiamo di analizzare se queste parole possono migliorare il nostro swing. Innanzitutto cerchiamo di capire se tenere la testa ferma si riferisce al backswing, al downswing o a l’intero lo swing e poniamoci il problema se è effettivamente vero che dobbiamo tenerla ferma. Il principio di questa frase ha sicuramente un fondamento tecniche che si definisce in questo modo: più siamo fermi e col corpo e ovviamente con la testa e più riusciamo ad essere precisi. E’ lo stesso principio che si applica in qualsiasi gesto di ogni giorno come piantare un chiodo, scrivere, tagliare con le forbici ecc. Quando vogliamo essere precisi in qualcosa cerchiamo di minimizzare i movimenti. Pensate se un dentista ballasse sulla sedia mentre vi fà l’otturazione… Guardando un giocatore che esegue lo swing con questo pensiero in mente, ci si rende subito conto che il tutto risulta innaturale, almeno agli occhi di un buon insegnante. Si nota un movimento che nel backswing percorre una traiettoria troppo interna, che è oltrettutto faticosa da eseguire. Di conseguenza il downswing è molto facile che produca uno slice shot, il chè si traduce in un finish scomposto e/o spezzato. Dopo tutto questo otteniamo spostamenti forzati del corpo e della suddetta testa, costretti in posizioni non naturali. I danni maggiori si ottengono pensando a questo concetto fino alla fine dello swing, ad esempio quando si vedono certi giocatori che rimangono fermi a guardare per terra anche quando la loro palla è già atterrata nel bosco. Ci rendiamo presto conto dopo aver fatto qualche sessione di pratica, che il pensare di “tenere la testa ferma”, per come lo intendiamo di solito, non produce l’effetto sperato. Il corpo ha delle proprie posizioni fisiologice che non è possibile alterare. Ciò che dobbiamo fare è migliorare queste posizioni soprattutto nel backswing e renderle più semplici possibile senza sentire sforzi di alcun tipo, nè alla schiena, nè ai fianchi. Se percepiamo queste sensazioni c’è qualcosa di sbagliato. Solamente dopo aver realizzato un caricamento corretto col bastone riusciremo a tenere la testa ferma! Quest’ultimo concetto non deve essere considerato un mezzo per migliorare lo swing, ma è il risultato di uno swing corretto. Quindi la prossima volta che siete in campo pratica concentratevi sul caricamento e non sulla testa, magari con l’aiuto di un buon maestro, e non consigliate mai a nessuno di tenere la testa ferma, al massimo potrete dir loro che la testa si muove. In questo modo non recate un danno al vostro amico. Concludiamo col dire che la frase più corretta che produce qualche beneficio riguardo alla testa è: “Guarda la palla durante tutto lo swing”, seguendola con lo sguardo anche dopo l’impatto. Cercate inoltre di non essere forviati dai fermo immagine che si trovano su internet, come quelli nella foto. Se cercate di ricreare questo tipo di posizione, vi ritroverete già in ritardo per il resto dello swing. Lo swing è un movimento, non una somma di fermi immagini.

Come fare distanza dai bunker del fairway
04/02/2019



Quando pensiamo al bunker immaginiamo di essere intorno al green, ma giocando in campo sappiamo bene che essi si possono trovare anche lungo il percorso e ci rendiamo presto conto che dobbiamo eseguire un colpo diverso. La cosa alla quale dobbiamo prestare molta attenzione è la sabbia e al tipo di superficie che abbiamo sotto i piedi. Più è morbida e più rischiamo di muoverci. Il nostro scopo è quello di colpire la palla come facciamo di solito in un colpo dall’erba e non come se fossimo in un bunker intorno al green, dove prima si colpisce la sabbia. Per riuscire nell’intento dobbiamo stare il più fermi possibile. Andremo ad eseguire uno swing limitato per evitare di scomporsi, grosso modo 3/4 di movimento saranno sufficienti. Per compensare questo swing sceglieremo uno o due bastoni in più di quello che usiamo normalemte per fare una determinata distanza. Ad esempio, se di solito per fare 100 mt dal fairway usiamo un 8, dal bunker sarà opportuno utilizzare almeno un 7. Utilizzando un ferro più chiuso la palla partirà più tesa, bisogna quindi considerare la sponda del bunker che abbiamo davanti. Alle volte, per evitare errori, è meglio accontentarsi di uscire dal bunker facendo 20 mt in meno, piuttosto che colpire la sponda. All’address posizioniamo leggermene il peso più sul piede sinistro e cerchiamo di eseguire lo swing usando utilizzando al meglio le spalle e meno braccia e mani, questo assicurerà una stabilità maggiore all’impatto. La cosa importante durante il movimento sarà quella di rimanere stabili il più possibile, evitando di andare indietro con la schiena o scivolare verso destra. Cerchiamo sempre di completare lo swing in avanti e di non bloccarci nella sabbia. Se avremo eseguito correttamente il tutto ci ritroveremo nella zona accuratamente rasata del campo. Buona pratica

Come fare i colpi dal rough
28/01/2019



Prima di spiegare il metodo per colpire una palla in rough bisogna capire quale tipo di colpo tale lie mi permetterà di eseguire. Innanzitutto non potrò pretendere di fare un colpo perfetto come quando mi trovo in fairway, ma dovrò quindi già mettere in preventivo di dovermi accontentare di un colpo più controllato. A seconda di come è posizionata la palla, più o meno profonda nell’erba, dobbiamo comunque sapere che sarà molto difficile il contatto diretto tra la faccia del bastone e la palla in quanto si interporrà quasi sicuramente dell’erba (più è profonda e meno consistente sarà l’impatto). Detto questo otterrò un colpo sicuramente meno potente, con meno backspin che tenderà, una volta colpito il terreno a rimabalzare in avanti maggiormente riducendo così il controllo del colpo. Devo quindi valutare se prima del mio bersaglio c’è spazio sufficiente per far battere la palla in quanto tenderà ad andare in avanti maggiormente rispetto ad un colpo dal fairway. Se appena prima del green è presente un bunker e la bandiera si trova subito dopo conviene valutare di accontentarsi e prendere il green senza rischiare di andare a finire in bunker, perché un’asta messa in quella posizione è assai difficile da avvicinare anche in buone condizioni. A questo punto abbiamo analizzato la situazione ed ora ci addentriamo sul fattore swing e sulle eventuali modifiche da applicare. Per ottenere un impatto migliore devo fare in modo, come abbiamo detto prima, che all’impatto tra la faccia del bastone e la palla ci sia meno erba possibile. Per fare questo il mio swing dovrà essere eseguito in modo che la testa del bastone arrivi più verticale possibile sulla palla per evitare l’erba. Comincio col scegliere un bastone o anche due in più rispetto al normale (non oltre il ferro 6 possibilmente) a seconda del livello d’erba, posiziono la palla leggermente più al centro (per giocatori destri), questo farà in modo che l’impatto avvenga più verticale. Se la distanza dal green non è particolarmente lunga da percorrere, eseguire uno swing più controllato col peso sulla gamba sinistra aiuterà ad essere più consistenti e precisi. Avremo bisogno sicuramente di più velocità di passaggio in quanto l’erba tenderà a bloccare il mio bastone e a chiuderne la faccia. È buona abitudine quindi, quando ci troviamo in situazioni estreme, puntare leggermente più a destra del bersaglio per compensare questa chiusura. Ultima cosa da tenere in considerazione è che non bisogna aver timore in questo colpo o paura di tirare troppo lungo, dobbiamo colpire decisi altrimenti il nostro bastone si bloccherà in rough!

Scegli il grip giusto
21/01/2019



Una cosa che molti ignorano, oppure della quale non vengono informati è il diametro del grip del bastUna cosa che molti ignorano, oppure della quale non vengono informati fin da subito, è il tipo del grip del bastone. Può una persona con le mani molto grandi avere lo stesso grip di una persona che ha le mani di dimensione normale, oppure di una donna? Ovviamente, no. Se considerate che il grip è l’unico punto di contatto tra mani e bastone, ne comprenderete l’importanza. Tutti i maestri insegnano ai loro allievi che il modo in cui si impugna il bastone è fondamentale per riuscire a sviluppare uno swing corretto, e questo è poco ma sicuro. Un’altra cosa certa però, è che se non abbiamo un grip idoneo alle mie mani non riusciremo ad avere un’impugnatura corretta, col rischio che la mazza ci scivoli di mano o di non tenere il bastone in modo corretto. Quando consigliamo l’acquisto di un set di ferri agli allievi, raccomandiamo loro di misurare le proprie mani per capire di che grip hanno bisogno, solo in questo modo i clienti non andranno a crearsi delle cattive abitudini, ma riusciranno invece ad impugnare correttamente, consentendo in tal modo posizioni più naturali e meno forzate durante lo swing. Nel mondo dei grip, possiamo trovarne vari tipi: di gomma o misto corda, modelli Round o con il Rib. Come decidere? Se siamo delle persone che sudano molto è meglio un grip con misto corda altrimenti quello in gomma andrà bene. Il modello Round è un grip perfettamente rotondo che può essere impugnato in qualsiasi posizione e dà la libertà di lavorare con la faccia aperta o chiusa indifferentemente. Il modello Rib è leggermente diverso, non è completamente circolare e presenta sul lato inferiore uno leggero ingrossamento che tende a posizionarsi nelle giunture delle falangi delle dita, limitando in questo modo l’impugnatura che dovrà attenersi alle falangi. Valutate bene se vi serve un grip più grosso del normale, se lo sentite meglio Round o Rib, se meglio in misto corda o in sola gomma e chiedete consiglio al vostro maestro su qual è il più adatto alle vostre mani, perché vi aiuterà a giocare meglio.

L'importanza della Gamba Destra
07/01/2019



Una buona base solida aiuta lo sviluppo del nostro Swing, soprattutto perchè rende molto più ferma la parte alta del corpo e permette una rotazione delle spalle più ferrea, ma la gamba destra ha certamente un ruolo fondamentale nel nostro back swing. All’address la nostra gamba è leggermente flessa e l’errore più comune che riscontriamo nei dilettanti è di raddrizzarla durante il backswing, in questo modo la parte alta del corpo ruota in modo errato, abbassando la spalla sinistra e variando l’angolo della nostra schiena. Ne consegue che muovendoci in questo modo, il bastone percorrerà delle traiettorie molto diverse ad ogni colpo. Otterremo quindi swing diversi e difficilmente efficaci. Una buona base solida aiuta lo sviluppo del nostro Swing, soprattutto perchè rende molto più ferma la parte alta del corpo e permette una rotazione delle spalle più ferrea, ma la gamba destra ha certamente un ruolo fondamentale nel nostro back swing. All’address la nostra gamba è leggermente flessa e l’errore più comune che riscontriamo nei dilettanti è di raddrizzarla durante il backswing, in questo modo la parte alta del corpo ruota in modo errato, abbassando la spalla sinistra e variando l’angolo della nostra schiena. Ne consegue che muovendoci in questo modo, il bastone percorrerà delle traiettorie molto diverse ad ogni colpo. Otterremo quindi swing diversi e difficilmente efficaci. Più riusciamo a tenere la gamba ferma e leggermente flessa come era all’address, più la nostra rotazione sarà ferma, consentendo così una maggiore carica e quindi una maggiore velocità della testa del bastone. Controllate di tanto in tanto la vostra gamba nel backswing, tenendola anche leggermente più ferma vi accorgerete della differenza d’impatto con la palla.

La volontà prima della tecnica
31/12/2018



Molte persone quando si approcciano al golf, carcano di imparare al meglio un movimento, il cosiddetto swing, che secondo loro, eseguito alla perfezione farà andare la palla nel punto in cui stà mirando il loro corpo. Pensano quindi che una posizione corretta unita ad un swing perfetto portino ad un tiro dritto. Manca però una componente fondamentale per la buona riuscità del colpo, la VOLONTA’. I bambini che iniziano a giocare a golf, si dice siano più istintivi e sono in grado di fare tutto più facilmente perchè sono giovani ed elastici. Questo è vero, primo, perché lo vedono come un gioco e non come un movimento da assimilare e secondo perché il loro unico scopo è di lanciare la palla che hanno tra i piedi in un determinato punto nel campo. Pensano solo a questo! Invece noi adulti pensiamo che per tirare la palla in un esatto punto è necessario, oltre ad una giusta posizione, anche uno swing corretto. Un concetto in parte errato. Sicuramente la giusta posizione è fondamentale, sicuramente un buon swing è importante, ma solo per rendere ripetitivo il nostro movimento. Tuttavia, per fare in modo che la palla vada dove vogliamo noi, è necessaria la volontà e la direzionalità nello swing! Cioè dobbiamo sapere bene dove deve cadere la nostra palla ed inquadrare al meglio il bersaglio. Vi faccio un esempio: se dobbiamo lanciare un sasso, non ci preoccupiamo di come sono messi i nostri piedi, o di come si dovrà muovere il corpo ma il nostro solo e unico scopo si concentrerà su dove andrà a finire quel sasso. La domanda seguente sarebbe: se in qualche modo fossi costretto a tenere i piedi fermi, riuscirei ugualmente a tirare quel sasso in qualunque direzione o nella direzione voluta? Risposta: certo che si, perché il corpo si adatterebbe alla nuova posizione e creerebbe un movimento diverso per far si che il sasso cada il più vicino possibile al bersaglio. In pratica questa è la volontà o desiderio, la capacità di tirare un oggetto nella direzione voluta tralasciando la tecnica. Molte volte ci si troverà in campo ad essere costretti a tirare da posizioni insolite, nelle quali la realizzazione di uno swing da manuale è impossibile. Se solo proviamo ad eseguire uno swing di questo tipo, sbaglieremo sicuramente il colpo. E’ necessaria sicuramente questa componente, cercare in primis di colpire la palla e lanciarla in una determinata direzione per far si che la palla cada a bersaglio. La tecnica viene dopo.